Per l’anno accademico 2025/2026, La Scuola di Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Bari (coordinatrice prof.ssa Antonella Marino) con il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte (coordinatrice prof.ssa Mery Angelastri promuove un ciclo di iniziative dedicato al rapporto tra pratiche educative, accessibilità e welfare culturale. Il programma si colloca dentro una congiuntura istituzionale particolarmente significativa. Il protocollo d’intesa siglato a febbraio tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, che introduce e promuove anche nel contesto italiano il tema della cosiddetta “prescrizione culturale”, riconosce la possibilità di affiancare alle cure mediche esperienze artistiche e culturali come strumenti di “benessere”, portando il tema della cultura come fattore di salute dentro una cornice pubblica e istituzionale. Parallelamente, il riconoscimento da parte del MUR del biennio di secondo livello in “Arteterapia” all’interno dell’ordinamento AFAM segnala come il sistema formativo riconosca in modo sempre più esplicito il nesso tra pratiche artistiche, “inclusione”, pedagogia e benessere. Non si tratta più soltanto di una frontiera sperimentale, ma di un ambito progressivamente legittimato anche a livello ministeriale.
Pubblici Plurali nasce dal presupposto che oggi la didattica dell’arte debba configurarsi come uno spazio di accesso, relazione, ascolto e trasformazione. In una fase in cui le istituzioni culturali e formative sono chiamate a misurarsi con il tema del benessere, della salute mentale, delle differenze cognitive e sensoriali, delle fragilità sociali e della partecipazione, la didattica si ridefinisce come pratica di cura in senso ampio: non terapia, ma costruzione di condizioni perché l’esperienza estetica sia condivisibile con soggetti diversi. Come ricordano autori e studiosi come Alexander Langer, Fabrizio Acanfora, Irene Balzani e Vera Gheno, la differenza non è un limite da superare, ma una condizione costitutiva dello spazio comune, che richiede reciproco ascolto.
In questo quadro, parlare di “pubblici plurali” significa superare una visione residuale o compensativa dei cosiddetti “pubblici speciali”, per riconoscere invece che ogni pubblico è portatore di specificità, tempi, linguaggi, vulnerabilità e potenzialità differenti. La pluralità non riguarda soltanto la disabilità o il disagio, ma l’intero spettro delle forme di fruizione: bambini, adolescenti, anziani, persone neurodivergenti, visitatori non abituali, scuole, comunità territoriali, contesti sanitari, soggetti socialmente marginalizzati.
La questione centrale non è dunque “a chi portare l’arte”, ma come ripensare i dispositivi educativi, museali e culturali affinché sappiano assumere realmente la differenza come condizione costitutiva dell’esperienza estetica.
Contenuti generali
Il programma sarà articolato in una serie di incontri, da realizzarsi in presenza e online, con l’obiettivo di offrire alle studentesse e agli studenti e alla città un confronto diretto con esperienze, ricerche e pratiche significative a livello nazionale.
Si prevede l’organizzazione di una masterclass e da almeno tre incontri in presenza aperti al pubblico, accanto a ulteriori momenti seminariali o di approfondimento. Gli incontri potranno affrontare il quadro teorico generale, con particolare riferimento ai temi del welfare culturale, della partecipazione e delle politiche dei pubblici, ed esperienze operative legate ai musei, alla scuola, ai contesti sociali e ai luoghi della cura. In questa prospettiva, il programma intende intrecciare punti di vista differenti, coinvolgendo studiosi, operatori museali, progettisti culturali, artisti e figure attive nei contesti educativi e sociali, in modo da restituire la complessità e la trasversalità del tema.
Ai docenti della Scuola si propone di contribuire alla costruzione del programma attraverso la segnalazione di possibili ospiti, esperienze o casi studio coerenti con questa cornice, tenendo conto della necessità di mantenere un equilibrio tra riflessione teorica, pratiche educative e ricerca artistica.