Servizio studenti

Isidata offre una serie di servizi gratuiti on-line agli studenti dell'Accademia.

Clicca qui

Area riservata

Plastica ornamentale (triennio)

PROGRAMMA DI PLASTICA ORNAMENTALE

Triennio

Parte I
OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI
Il corso si pone e propone un percorso didattico-formativo utile per la formazione di esperti nel settore delle arti plastico-decorative, capaci di comprendere attraverso la conoscenza, acquisizione e utilizzazione di nuovi strumenti, i metodi applicativi dei nuovi linguaggi artistico-visivi. All'artista si richiedono nuove abilità e competenze.
La plastica ornamentale è la disciplina che studia i comportamenti degli oggetti nello spazio e le relazioni che intercorrono tra oggetto e luogo dell'intervento. Nel passato la plastica ornamentale ha sempre avuto un ruolo fondamentale rispetto ad uno spazio architettonico definito, il nuovo alfabeto plastico decorativo oggi non è più solo legato alle superfici architettoniche, ma rivisto nei suoi valori fruitivi. L'elemento plastico-decorativo non segue più solo gli andamenti delle superfici architettoniche ma realizza quella che è chiamata "compiutezza formale o di relazione", perchè fruibile da tutti i punti di vista e interagisce in modo reciproco con l'ambiente sia naturale, sia artificiale, assumendo un ruolo fondamentale e specifico nei nuovi linguaggi espressivi, in termini di ricerca innovativa e d'avanguardia, che rendono scientifico il processo d'ideazione e produzione dell'opera.  Da tale visione si può costruire la trama entro la quale studiare e progettare i nessi operativi dell'intervento dal punto di vista del territorio, del tessuto urbano e architettonico.
Il passaggio dalla visione plastica alla creazione plastica, deve avvenire attraverso l'esecuzione rigorosa di un'intenzione progettuale, che si determina con lo sviluppo graduale dell'idea, mediante l'uso della mappa concettuale e l'individuazione della funzione dell'opera in relazione al luogo. La concretizzazione, avverrà, attraverso la concezione strumentale e transitiva del disegno, mediante la traduzione, rappresentazione, configurazione, formalizzazione e realizzazione volumetrica dell'oggetto rispetto ad uno spazio definito, in un'alternanza di volumi pieni e vuoti. Quindi, la valorizzazione dello spazio artificiale o naturale deve avvenire attraverso uno studio attento della sua identità, della sua storia, cultura e tradizione, creando una forte relazione tra: oggetto plastico decorativo, luogo,composizione architettonica del già costruito e i nuovi segni dei linguaggi contemporanei.
Ogni forma plastico-ornamentale studiata per interagire in uno spazio definito, deve realizzare quella che gli studiosi delle arti visive chiamano "coerenza formale" con il luogo dell'intervento, vale a dire che l'opera non ha e non deve avere nessun altra possibilità di variazione di collocazione. Mancando tali caratteristiche ci troviamo di fronte ad un'opera fine a se stessa. Gli obiettivi del corso s'inseriscono quindi nello sforzo di contribuire alla formazione di figure professionali altamente qualificate, in grado di assicurare attraverso l'orientamento, la sperimentazione, la ricerca e la produzione artistica,specifiche ed elevate competenze professionali.

Parte II
DALLA VISIONE PLASTICA ALLA CREAZIONE PLASTICA
(Studio preliminare per comprendere meglio il passaggio dalla visione plastica alla creazione plastica)
Il corso di Plastica Ornamentale nel triennio assolve la funzione propedeutica per la formazione artistico-culturale, dando un contributo insostituibile per la comprensione dei linguaggi artistici, metodologici, di progettazione, di strumenti di ricerca sui materiali e metodi applicativi. Costituito all'interno dell'Istituzione, il laboratorio è inteso come spazio ideale, aperto alla sperimentazione di materiali, tecniche, procedimenti ed esperienze di progetti anche interdisciplinari, nonché quelli individuali sul territorio, presso Istituzioni pubbliche e private, che possono mettere a disposizione dell'Accademia (attraverso convenzioni), risorse di vario tipo. Tale visione dello spazio operativo, serve a creare un'interazione concreta con le realtà, interne ed esterne all'Istituzione, al fine di ottimizzare l'offerta formativa e le competenze professionali individuali.

  1. L'esperienza di laboratorio consiste nel progettare elementi tridimensionali ottenuti con materiale bidimensionale, creando relazioni e tensioni plastico spaziali. Lo studio plastico, prevede, nella massima economia di materiali di sperimentare possibili soluzioni ottico costruttive imprevedibili. Infatti, utilizzando una superficie piana, cartoncino  quadrato delle dimensioni di cm. 15x15  seguendo regole geometriche ed effettuando tagli e pieghe, si possono ottenere elementi plastici a tuttotondo. Tale metodo di ricerca è stato sperimentato nel Bauhaus da Josef Alberts 1927 e successivamente da  Hiromitsu Kawai, al Politecnico di Milano.
  2. Nella fase esecutiva è richiesta la progettazione grafica di un elemento tridimensionale, tracciando sul foglio di cartoncino linee intere (tagli) e linee tratteggiate (pieghe) senza asportare nessuna parte. Dopo la prima fase di sperimentazione e trasformazione  (modellando la carta) si otterranno elementi tridimensionali.
  3. Infine – L'elemento selezionato fra i tanti ottenuti dovrà essere realizzato su cartoncini cm. 10x10 che verranno montati sulle facce verticali di un cubo cm. 40 x 40 realizzato con carton plume.
  4. Relazione personale su tutto il percorso tecnico-grafico e di produzione svolto. Quanto sopra elencato, bisognerà riprodurlo in una tesina formato A/3 o A/4 corredata di foto che documentano le fasi del lavoro svolto, da consegnare e lasciare in  seduta d'esame.

Parte III
CANTIERI DI ARTE PUBBLICA – "I luoghi comuni di aggregazione"
Il corso di Plastica Ornamentale e il corso di Decorazione nell'intento di perseguire quella che è chiamata; "compiutezza formale" del luogo d'intervento e in linea con le nuove tendenze   dell'arte  contemporanea, svilupperanno lungo un percorso intinerante, all'interno dello spazio urbano della città di Bari, una esposizione permanente di opere a cielo aperto meglio definita "cantieri di arte pubblica", intervenendo in modo specifico nei luoghi comuni di aggregazione.
Da questo, nasce l'esigenza di portare l'arte fuori dal perimetro oramai statico del privato, spazio chiuso, per raggiungere quello spazio urbano più ampio, definito spazio  architettonico stratificato: spazio della gente,dell'aggregazione  e della  convivenza quotidiana. Lo spazio sociale deve diventare oggi per l'artista il luogo in cui fare attività di ricerca, animando contesti urbani sterili, attraverso l'utilizzo di strumenti e metodi nuovi.  Il divenire dello spazio urbano, deve  diventare  il luogo della convivenza interculturale e polifunzionale, un museo a cielo aperto fruibile da tutti e per tutti. Le due categorie astratte dello spazio sociale; pubblico ( inteso come politico istituzionale che si occupa dell'ambiente artificiale città e/o spazio di tutti) e privato (il nucleo familiare che fruisce della città e/o intimità data dalle pareti domestiche ) diventano i committenti ed i fruitori dell'opera d'Arte che deve avere un interesse artistico e culturale.
All'artista si richiedono nuove abilità e competenze, perché l'opera deve rispettare l'identità del luogo e del già costruito. Lo studioso Paul Virilio, nel suo libro "Lo Spazio critico "parla di un'architettura urbana che si riduce al nulla, passando dalla palazzina allo schermo, dalla recinzione di pietra del castello (superficie-limite) all'interfaccia dentro fuori dato dalla trasparenza e leggerezza di alcuni edifici (fatti di vetro e/o plexiglas) che sostituiscono le facciate in pietra. Il macro spazio e l'architettura urbana si è aperta ormai allo spazio tempo tecnologico, la nuova nozione scientifica di superficie architettonica dice: "Ogni superficie è un interfaccia fra due ambienti  in cui regna un'attività costante sotto forma di scambio fra le due sostanze poste a contatto". In questa emergenza di forme, di volumi dell'architettura urbana  deve inserirsi con forza l'operato dell'artista contemporaneo capace di cogliere meglio il cambiamento, perché capace di una percezione più acuta del nuovo. Nuovo è ciò che non conosciamo, il filosofo Eraclito, considerato il fondatore della dialettica diceva:  "tutto cambia continuamente. Vi è una sola cosa che non cambia, il cambiamento". In Italia e nel mondo si sta sviluppando questo orientamento dell'arte definita in tanti modi: Public Art, Arte Pubblica, Arte del Pubblico, Site-Specific, Il luogo non comune, lo spazio critico, altro. In questa prospettiva l'Accademia di Belle Arti di Bari, luogo dell'Alta Formazione Artistica non poteva esimersi dall'affrontare il tema dell'arte Urbana.

La realtà in cui viviamo è vasta, complessa e articolata. Nel settore delle arti visive ed in particolare in quelle plastiche si è assistito ad innumerevoli varietà di cambiamenti di stili che ritroviamo nella scultura, scultura decorativa e nella plastica ornamentale, sintomo di cambiamenti veloci, di ricerca e sperimentazione. Tale ricerca nel settore delle arti plastiche ha espresso una grande capacità degli artisti ad acquisire i nuovi linguaggi, dimostrando ricchezza e originalità, infatti, pur guardando al passato come solida esperienza, si sono proiettati verso il futuro. Il linguaggio plastico visivo, esprime una volontà di comunicare in concreto con il luogo, occupando spazi vuoti, nell'intento di interagire in modo attivo o passivo in un determinato contesto ambientale. Progettare un intervento plastico in un ambiente, richiede una buona conoscenza dell'identità del luogo e dei suoi fruitori, che se coinvolti, stabiliscono un dialogo aperto con l'artista, diventando fonte d'informazione. Il linguaggio plastico può avere diverse forme di comunicazione e diverse funzioni (approfondimenti e indirizzi utili per la fase progettuale sul blog  http://antoniocicchelli.blogspot.com). La funzione dell'opera è strettamente collegata al messaggio che si vuole trasmettere tutto questo condiziona la forma, infatti a seconda del luogo d'intervento cambia la funzione. La funzione può essere:

  1. descrittiva – quando lo scopo del messaggio visivo è quello di descrivere un soggetto,l'immagine sarà realistica,in modo che  corrisponda il più possibile alla realtà: per esempio,un'immagine fotografica o un documento filmato,un rilievo architettonico o planimetria,la riproduzione grafica di un dipinto;possiamo riscontrare un intento descrittivo nelle opere dell'arte naturalistica e realistica.
  2. informativa – si riferisce ai messaggi visivi dei codici convenzionali che possono essere i libri, le insegne, i cartelli stradali, i servizi fotografici, la stampa, la televisione, computer e telefonino.
  3. narrativa – fin dall'antichità  i miti, le leggende e le narrazioni epiche sono state illustrate visivamente su affreschi, pitture vascolari, rilievi e sculture. La nostra civiltà dell'immagine è ricchissima di esempi di messaggi visivi concepiti a scopo narrativo: illustrazione di libri, fumetti, sequenze fotografiche, mezzo cinematografico, televisivo che consentono di realizzare narrazioni con immagini in movimento.
  4. interpretativa – con questa funzione si esprime l'intenzione di dare una visione personale ad un soggetto che viene reinterpretato seguendo la propria personalità e modo di vedere.
  5. educativa – il messaggio del segno ha la funzione educativa (es. gli egizi con i geroglifici)
  6. simbolica – quando il segno plastico riassume un messaggio visivo che diventa codice convenzionale (es. i simboli usato dai cristiani o nella pubblicità)
  7. celebrativa – l'opera esalta qualcosa o qualcuno attraverso il suo carattere, che viene amplificato nelle proporzioni e nella bellezza (es. durante l'impero romano le opere celebravano la grandezza di Roma)
  8. espressiva – quando l'opera esprime uno stato d'animo, un sentimento o un' emozione, accentuandone alcuni particolari.
  9. immaginativa – l'opera è frutto della fantasia o del sogno che si traduce in immagine fantastica (es. decorazioni plastiche dei fregi e capitelli romanici e gotici).
  10. estetica – rispetta i canoni della bellezza, eleganza e armonia formale,nella ricerca continua di equilibri formali.
  11. ludica – dal termine latino ludus (gioco), opera che coinvolge il fruitore.
  12. funzione imitativa: un'immagine può avere lo scopo di imitare un modello copiandolo o ispirandosi rigorosamente ad esso, i Manieristi del  '500 imitavano la maniera di Michelangelo o di Raffaello, altro aspetto della funzione imitativa la troviamo in quegli artisti che sostenevano che l'Arte dovesse imitare la Natura, cioè attenersi scrupolosamente alle forme e ai suoi insegnamenti

POSSIBILI LUOGHI D'INTERVENTO:

  • Parchi urbani e periferici (luoghi di aggregazione e giochi)
  • Piazze (luoghi di aggregazione collettiva
  • Corsi e viali pedonali

Pertanto un possibile intervento plastico decorativo dovrà  tener presente le seguenti fasi progettuali:

  1. Introduzione - Individuazione del luogo tra quelli proposti.
  2. Notizie storiche
  3. Premessa – Analisi del luogo, contesto urbano e valutazione delle sue qualità topologiche , prime informazioni sul sito.
  4. Sopralluogo e rilievo fotografico dettagliato del luogo, da più punti di vista.
  5. Mappa concettuale e funzione progettuale (es. simbolica, narrativa, estetica, celebrativa, ludica ecc.) si avvia la fase progettuale attraverso l'analisi degli elementi raccolti e lo sviluppo graduale dell'idea.
  6. Avvio della progettazione tecnico grafica e dell'ipotesi di intervento, utilizzando fotocopie (visione d'insieme) del luogo.
  7. Individuare la funzione da attribuire all'opera per creare la relazione tra luogo e oggetto.
  8. Scelta dei materiali in relazione al luogo e ricerca delle loro caratteristiche.
  9. Analisi della proposta di progetto.
  10. Progetto tecnico grafico definitivo in scala 1:10.
  11. Relazione personale sulle motivazioni della scelta.
  12. Realizzazione del prototipo dell'opera
  13. Breve relazione tecnica sui materiali da impiegare
  14. Relazione personale su tutto il lavoro svolto e sui materiali ipotizzati nella realtà.
  15. E' richiesta una cartella tecnico grafica di tutte le fasi progettuali ed esecutive su fogli di cartoncino cm. 50x70
  16. Quanto sopra elencato nella fase esecutiva, bisognerà riprodurlo in una tesina da consegnare e lasciare agli esami formato A/3 o A/4.

Il progetto nella fase iniziale di ricerca può essere svolto in gruppo (dal punto 1. al 4.). Del gruppo costituito si sceglierà una delle proposte presentate per la realizzazione finale, tutti parteciperanno alla costruzione del prototipo in scala 1:1.

TESTI CONSIGLIATI

  • Paul Virilio - Lo Spazio Critico - Dedalo – Ed.Bruno
  • Munari - Design e Comunicazione Visiva - Laterza – Ed.
  • Rudolf Arnheim - Arte e Percezione Visiva - Feltrinelli – Ed.
  • Gillo Dorfles - Ultime Tendenze nell'Arte D'oggi - Feltrinelli – Ed.
  • Ernst H. Gombrich - Il Senso Dell'Ordine - Leonardo Arte - Ed.
  • Attilio Marcolli - Teoria Del Campo - Sansoni – Ed.
  • Marcello Petrignani - Disegno e Progettazione - Dedalo – Ed.
  • Philippe Clerin - Manuale di scultura - Sovera – Ed.
  • Achille Bonito Oliva - Dialoghi d'artista - Electa – Ed.
  • B. Riemschneider Uta Grosenick - Arte oggi - Iconos – Ed.
  • Gino Piva - Manuale pratico di tecnica pittorica - Hoepli – Ed.
  • T. Turco - Il gesso - Hoepli – Ed.
  • F. Poli - Minimalismo, Arte Povera Arte Concettuale -Laterza –Ed.
  • Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Pavia - La scultura decorativa del primo Rinascimento Atti del I° convegno internazionale di studi - Viella libreria ed. Catalogo delle edizioni
  • Umberto Eco - Come si fa una tesi di laurea - Bompiani – Ed.
 
Home » Docenti » Docenti di ruolo » Prof. Antonio Cicchelli » Plastica ornamentale (triennio)