Micro azioni e pratiche di riflessione urbana per la produzione di benessere condiviso e partecipato.
Intervento urbano in forma di manifesti pubblici
dal 22 giugno al 6 luglio 2026
BARI
Un progetto di PINK LINE, il collettivo delle studentesse del corso di Land Design: Doriana Capacchione, Lan Lan Angela, Raffaella Longo, Gina Tamborra, Ruiwen Yi, Zhang Xueqi.
Prof.ssa Jasmine Pignatelli.
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Corpo femminile e spazio pubblico.
Per molte donne lo spazio pubblico non è uno spazio neutro, ma luogo di esposizione del corpo, di continua negoziazione e allerta. L’esperienza urbana dell’attraversamento si presenta spesso come un percorso lineare e obbligato, finalizzato esclusivamente al raggiungimento di una meta.
Il progetto si rivolge a quelle donne che, per ragioni diverse, sperimentano una difficoltà nell’abitare lo spazio pubblico e sviluppano strategie invisibili di adattamento: attenzione costante, autocontrollo, monitoraggio dell’ambiente, gestione dello sguardo, riduzione del tempo di permanenza, valutazione continua delle situazioni, riduzione spontanea della propria presenza.
L’intervento urbano.
L'intervento del collettivo Pink Line (Doriana Capacchione, Lan Lan Angela, Raffaella Longo, Gina Tamborra, Ruiwen Yi, Zhang Xueqi coadiuvate dalla prof.ssa Jasmine Pignatelli) nasce per generare forme temporanee di abitabilità dello spazio pubblico: i manifesti si pongono nel tessuto della città, come veri e propri semafori concettuali, piccole Soglie Emotive Urbane, dispositivi temporanei di rallentamento e decompressione inseriti nello spazio pubblico.
I 24 manifesti affissi per la città propongono una diversa esperienza della strada suggerendo micro-azioni come: fermarsi, ascoltare, deviare, abitare.
Qui la parola occupa lo spazio che il corpo fatica ad abitare e diventa presenza, segnale, orientamento. I manifesti funzionano come una sequenza di quattro movimenti emotivi e attivano una serie di micro-esperienze che trasformano, anche solo per pochi istanti, la strada da luogo di attraversamento a luogo di possibilità.
L’obiettivo non è eliminare la paura né affrontare il tema della sicurezza urbana. Non è un progetto sulla violenza o sulle strade sicure. È una ricerca artistica sulle condizioni di abitabilità dello spazio pubblico e sulla possibilità di esistere nello spazio urbano senza ridurre la propria presenza emotiva e fisica
L’esperienza didattica.
Le Soglie Emotive Urbane, nascono da un’esperienza femminile, ma con una vocazione universale a ricreare una nuova esperienza relazionale con la strada e lo spazio urbano.
Nato nell’ambito del corso di Land Design tenuto dalla prof.ssa Jasmine Pignateli, “Abitare lo Spazio Pubblico” ha l’obiettivo didattico e artistico di intercettare modelli creativi ad esperienze collettive in grado di aumentare il livello di conquista dei gradi di libertà comportamentali, creativi, progettuali al fine di operare artisticamente in rapporto dialettico con lo spazio, naturale e antropizzato.
La struttura dei manifesti e i quattro movimenti emotivi.
Ogni manifesto è concepito come un dispositivo artistico, emotivo e urbano dalla struttura esperienziale.
Le FRASI DI STOP (Fermarsi · Deviare · Ascoltare · Abitare) chiedono un’azione e interrompono gli automatismi.
Le FRASI DI SOGLIA (io non sparisco / scelgo dove andare / non sono sola / qui posso restare) rappresentano il pensiero che emerge dall’azione, un punto di passaggio tra percezione e consapevolezza.
Le FRASI DI APERTURA POETICA, sono citazioni che amplificano l’esperienza. Non descrivono le azioni, non forniscono istruzioni ma aprono uno spazio interpretativo e poetico, suggerendo nuove possibilità di lettura dell’esperienza urbana.
Accompagna i manifesti un Qr Code che rimanda ad una mappa strutturata in diversi layout tematici (Profumi, Luoghi di pace, Spazi di bellezza) pensati per mappare il territorio attraverso sguardi non convenzionali e personali. Ogni utente può inserire il proprio pin emotivo e in forma anonima, trasformando la mappa in un archivio vivo ed emotivo della città.
I manifesti costituiscono una serie di sguardi sul rapporto tra corpo e spazio pubblico. Insieme costruiscono un percorso composto da quattro movimenti emotivi che accompagnano il passaggio dall’attraversamento all’abitare lo spazio pubblico.
Dipartimento di ARTI VISIVE
Scuola di DECORAZIONE indirizzo ARTE AMBIENTALE
Corso di LAND DESIGN
Prof.ssa Jasmine Pignatelli
con il patrocinio di Comune di Bari, Città Metropolitana di Bari